mercoledì 9 ottobre 2013

NON SCARICARE LA SPESA SANITARIA SULLE FAMIGLIE



Comunicato Stampa
Sanità: non scaricare la spesa sanitaria sulle famiglie per riordinare i conti pubblici. Investire in cure e prevenzione per ridurre la diffusione delle malattie e la mortalità per malattie gravi.
 
Uno studio presentato all’European Cancer Congress 2013 ha confermato che nei Paesi che spendono di più per la sanità, la mortalità per cancro è minore rispetto agli Stati che presentano un’incidenza più bassa e una minore spesa sanitaria. La conclusione raggiunta è importantissima e conferma ciò che ripetiamo da tempo: la prevenzione e la diagnosi tempestiva rappresentano armi spesso vincenti nel contrasto e nella cura delle malattie gravi: quindi investire nella sanità è necessario prima di tutto per migliorare la qualità della vita della popolazione e per diminuire il tasso di mortalità legato a queste cause

A tale proposito ci preme sottolineare che, contrariamente a quanto è stato spesso affermato, l’Italia non investe risorse eccessive nella sanità, anzi: nel 2011 la spesa sanitaria pro capite nel nostro Paese è stata inferiore del 24% rispetto alla media UE.  
Al Governo non può sfuggire che anni di “politiche di tagli e ticket” hanno messo a dura prova l’universalismo del Servizio Sanitario Nazionale: indagini e studi confermano una crescente rinuncia alle cure, una spesa a carico delle famiglie che diventa sempre più onerosa e una ‘fuga’ verso la sanità privata da parte di chi può permetterselo.
“Costringere un numero sempre maggiore di cittadini a rinunciare a cure e prevenzione è un grave errore, che non si traduce solo in danni per la salute ma anche in una conseguente crescita della spesa sanitaria stessa.” – dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori. 
Chiediamo dunque al Governo di smentire categoricamente le ipotesi di sanità selettiva e ribadiamo che è sbagliato, oltre che ingiusto, scaricare sulle famiglie il peso della spesa sanitaria per riordinare i conti  pubblici.

Federconsumatori

Nessun commento:

Posta un commento