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Sanità: non scaricare la spesa sanitaria sulle
famiglie per riordinare i conti pubblici. Investire in cure e prevenzione per
ridurre la diffusione delle malattie e la mortalità per malattie gravi.
Uno studio presentato all’European Cancer Congress
2013 ha confermato che nei Paesi che spendono di più per la sanità, la
mortalità per cancro è minore rispetto agli Stati che presentano un’incidenza
più bassa e una minore spesa sanitaria. La conclusione raggiunta è
importantissima e conferma ciò che ripetiamo da tempo: la prevenzione e la
diagnosi tempestiva rappresentano armi spesso vincenti nel contrasto e nella
cura delle malattie gravi: quindi investire nella sanità è necessario prima di
tutto per migliorare la qualità della vita della popolazione e per diminuire il
tasso di mortalità legato a queste cause
A tale proposito ci preme sottolineare che,
contrariamente a quanto è stato spesso affermato, l’Italia non investe risorse
eccessive nella sanità, anzi: nel 2011 la spesa sanitaria pro capite nel nostro
Paese è stata inferiore del 24% rispetto alla media UE.
Al Governo non può sfuggire che anni di “politiche di
tagli e ticket” hanno messo a dura prova l’universalismo del Servizio Sanitario
Nazionale: indagini e studi confermano una crescente rinuncia alle cure, una
spesa a carico delle famiglie che diventa sempre più onerosa e una ‘fuga’ verso
la sanità privata da parte di chi può permetterselo.
“Costringere un numero sempre maggiore di cittadini a
rinunciare a cure e prevenzione è un grave errore, che non si traduce solo in
danni per la salute ma anche in una conseguente crescita della spesa sanitaria
stessa.” – dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori.
Chiediamo
dunque al Governo di smentire categoricamente le ipotesi di sanità selettiva e
ribadiamo che è sbagliato, oltre che ingiusto, scaricare sulle famiglie il peso
della spesa sanitaria per riordinare i conti pubblici.
Federconsumatori
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