Quelle tasse
invisibili chiamate "costi di cittadinanza". La ricerca di
Federconsumatori
Quanto pagano le famiglie per i
servizi essenziali? Assistenza sanitaria, trasporti pubblici locali, fornitura
d’acqua, asili nido, raccolta rifiuti: quanto pesano queste voci sui bilanci
familiari, considerate insieme alle addizionali Irpef comunali e regionali? In
media richiedono una spesa di quasi 2500 euro l’anno ma molto dipende dalla
città in cui si risiede: la più cara è Roma, dove l’insieme di queste voci sfonda
il tetto di 3 mila euro, mentre costi più contenuti ci sono a Venezia, a
Palermo e a Milano.
Federconsumatori li chiama “costi di cittadinanza”. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha dunque realizzato il quarto rapporto sui costi di cittadinanza, analizzando le spese sostenute dalle famiglie nel 2016 per usufruire dei servizi essenziali (assistenza sanitaria, trasporti pubblici locali, raccolta rifiuti, asili nido e fornitura di acqua) con l’aggiunta delle addizionali IRPEF comunali e regionali. Il confronto è stato fatto su 14 città metropolitane e considerando una famiglia tipo di tre persone – due adulti e un bimbo che nel 10% dei casi ha meno di 4 anni – che abita in un appartamento di proprietà di 100 mq e con un reddito di 36.000 euro annui (pari ad un ISEE di circa 18.000 euro).
Federconsumatori li chiama “costi di cittadinanza”. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha dunque realizzato il quarto rapporto sui costi di cittadinanza, analizzando le spese sostenute dalle famiglie nel 2016 per usufruire dei servizi essenziali (assistenza sanitaria, trasporti pubblici locali, raccolta rifiuti, asili nido e fornitura di acqua) con l’aggiunta delle addizionali IRPEF comunali e regionali. Il confronto è stato fatto su 14 città metropolitane e considerando una famiglia tipo di tre persone – due adulti e un bimbo che nel 10% dei casi ha meno di 4 anni – che abita in un appartamento di proprietà di 100 mq e con un reddito di 36.000 euro annui (pari ad un ISEE di circa 18.000 euro).









